- Strategie fondamentali del Poker
- Bluffare
- Starting Hands (mani di partenza)
- Strategia dei tornei multi tavolo
- Partite dal vivo vs Internet
Sicuramente nel poker non vi è sensazione migliore di quella che si prova aggiudicandosi un torneo multi tavolo. Da un lato c’è la soddisfazione di aver battuto dozzine o perfino migliaia di altri giocatori e dall’altro c’è naturalmente un bell’incremento del proprio gruzzolo. Molti giocatori di successo hanno diverse strategie per riuscire ad aggiudicarsi questi eventi e non vi è un singolo modo che possa essere definito il migliore, ma di seguito vi presenterò il mio approccio.
Molti giocatori loose tendono a uscire presto dai tornei o ad accumulare chip. Anche se riescono ad accumulare chip senza venire eliminati, spesso non sono in grado di rallentare e finiscono per sprecare le loro chip prima del tavolo finale. D’altro canto, i giocatori tight tendono ad avanzare parecchio nei tornei, ma con una scarsa quantità di chip a disposizione raramente riescono ad avere impatto nelle fasi conclusive.
Descriverei il mio stile come tight/aggressive nelle fasi iniziali, quindi gradualmente in accelerazione (cambiando marcia) in modo tale da giungere ad essere, nelle fasi importanti del torneo, ad esempio a livello della bolla (dove iniziano le posizioni valide alla conquista dei premi elargiti dal torneo) e del tavolo finale, ai limiti del loose/molto aggressive. Questa strategia mi porta avanti nella maggior parte dei tornei e, poiché “cambio marcia” e sono in grado di accumulare chip nei momenti chiave, spesso ho a disposizione le munizioni che mi occorrono per vincere.
I 2 elementi cruciali per avere successo in un torneo sono 1) sopravvivenza e 2) accumulo di chip. Purtroppo, quando si tenta di perseguire il secondo obiettivo si mette in pericolo il primo, ma di seguito descriverò le 4 fasi chiave di un torneo e come vi si adegua la mia strategia.
Fasi iniziali
Il totale delle chip a disposizione è ampio rispetto ai blind delle prime mani, quindi è importante non impegnare ampie porzioni delle proprie chip, a meno di non avere una mano molto forte (migliore della top pair). Molti giocatori più deboli sono lieti di gettare via tutte le loro chip sulle loro top pair/overpair, quindi le mani che mi piace giocare in questa fase sono suited connectors (carte consecutive dello stesso colore) (67s, 89h, 10Jh ecc) e qualsiasi coppia. Poco dopo vedrei qualsiasi rilancio di dimensioni normali con queste mani oppure proverei a vedere un cheap flop perché se ti viene un tris/doppia coppia/colore/scala puoi spesso raddoppiare le tue chip. Tuttavia, bisogna essere molto cauti con queste mani: se si ottiene una doppia coppia, una top pair con un kicker debole, un progetto di scala, ecc. bisogna essere pronti a gettare via la mano se altri, in particolare coloro che rilanciano pre-flop, dimostrano di essere in una situazione solida e se non vi sono adeguate probabilità di vincere il piatto che giustifichino una chiamata.
Con mani forti quali AA/KK/QQ/AK/AQ mi piace rilanciare e restringere il campo. Continuo ad essere aggressive e a puntare / rilanciare contro di loro sul flop. Molti giocatori scarsi rilanciano presto con mani tipo AJ/AT/KQ e con loro si possono vincere dei bei pot. La parte complicata nel giocare queste grosse mani è quando si subisce un controrilancio sul flop o sul turn e non si sa se l’avversario vi superi o meno con un tris (set) o con una doppia coppia (2 pair). Per poter prendere queste decisioni è vitale osservare tutte le mani anche quando non siete nel pot. Io provo a classificare i giocatori presenti al tavolo. Chi rilancia troppo? Chi sta giocando tight? Chi vede il flop dopo aver rilanciato il preflop? Chi tende a lasciare il pot facilmente? Quali tipi di carte hanno giocato e in quali posizioni? Tutte queste informazioni devono essere memorizzate o perfino annotate in modo da avere sotto mano quante più informazioni possibile al momento di prendere una decisione difficile.
Solitamente gioco mani marginali tipo AT, KQ, JQ, Ax suited ecc. in pot non rilanciati e rilancio in queste mani se mi trovo in late position e gli avversari intorno a me hanno passato la mano. Ciò nonostante, le gioco con estrema cautela e non mi lascio prendere la mano.
Non mi preoccupo di difendere i miei blind all’inizio con mani marginali, in quanto non ci sono abbastanza chip nel pot perché valga la pena di preoccuparsene e si giocherebbe fuori posizione. Questo, tra l’altro, permette di rubare / bluffare più facilmente nelle fasi successive del torneo quando i blind sono più significativi.
Sebbene ami giocare in maniera piuttosto tight nelle prime fasi di gioco, gioco anche in maniera aggressiva. Se rilancio il pre-flop, andrò a vedere il flop praticamente ogni volta, che io abbia punto o meno. Se ho ottenuto una buona carta dal flop essendo entrato nel piatto, farò quasi sempre una puntata perché non voglio permettere vincite facili e questo mi offre informazioni sulle mani degli avversari. Se ho individuato un giocatore molto tight/debole posso provare a bluffare contro di lui, ma non mi piace fare troppe mosse in queste prime fasi di gioco.
Fasi intermedie
A questo punto, i blind stanno aumentando e spesso quando si giocano ante è necessario farsi coinvolgere maggiormente e non lasciare che il totale delle chip a disposizione giunga a un punto da costringere ad andare all-in.
Questa fase del torneo dipende completamente dalla posizione, dall’immagine del tavolo e da come stanno giocando i propri avversari. Molte delle mani in cui si rilancia non possono sostenere un controrilancio, dunque è importante rilanciare in una posizione il più possibile avanzata (late position), in modo da ridurre la possibilità che qualcuno con una grossa mano controrilanci. Se finora avete giocato in maniera piuttosto tight, vi troverete inoltre in una posizione più solida per far valere i vostri rilanci e avendo gradualmente cambiato marcia, a questo punto dovreste trovarvi con una buona quantità di chip a disposizione.
Osservare come giocano i propri avversari è cruciale. Se si tratta di un tavolo tight, amplierò i miei requisiti di apertura, rilancerò in più pot e tenterò alcuni bluff. Se il tavolo è loose, mi piace rilassarmi e provare a intrappolare i miei avversari, ad es. andare a vedere un rilancio con AA/KK o entrare nel piatto con AK con l’intenzione di controbilanciare.
A questo punto, a volte è importante difendere il proprio big blind. Non mi piace vedere i rilanci con assi deboli nel big blind, ma con carte in sequenza (connector)/KQ/KT ecc. prenderò spesso un flop.
Se non riuscite ad avere una buona mano e avete un’immagine tight, un buon modo di accumulare chip è il re-steal raise/all-in. Se un giocatore loose ha rilanciato in molti pot e sapete che è improbabile che abbia una mano sufficientemente forte da controrilanciare, allora puntate sul suo rilancio “over the top” e mettetelo alla prova. Di solito mi piacciono mani tipo carte consecutive dello stesso seme (suited connectors) / coppia bassa, ma se vi trovate nello small o big blind qualsiasi coppia andrà bene. Questa è una giocata rischiosa, ma è altamente redditizia, se utilizzata in maniera selettiva.
In posizione iniziale (early position) tendo a limitarmi alle mani migliori e il più delle volte non rilancio. Una volta al centro (middle position), posso rilanciare con AT+, KQ, KJ, QJ, qualsiasi coppia, talvolta con carte consecutive dello stesso seme (suited connectors). In posizione avanzata (late position) rilancerò con qualsiasi coppia dal dieci in su, suited aces (assi abbinati a carte dello stesso seme) e suited connectors. Se il pot è già stato rilanciato, vedrò con qualsiasi coppia o suited connectors purché ciò non mi costi più del 5% del mio stack. Vedrò o controrilancerò con AA/KK/QQ/JJ/TT/AK. Spesso controrilancerò chi rilancia in late position con qualsiasi coppia o AJ+ e perfino con meno se sono sia nel big blind che nello small blind.
Se tutto va bene, a questo punto si avrà a disposizione 20 o più volte il big blind, ma se ci si trova a meno di15 bisogna essere molto selettivi e cercare di mettere alla prova gli avversari con forti puntate / rilanci. Se si finisce a meno di dieci volte il big blind bisogna cercare di trovare una mano, preferibilmente in late position, in cui andare all-in per aggiudicarsi i blind o, possibilmente, raddoppiare il proprio stack (double up). Detesto vedere la gente rilanciare per un terzo del proprio stack e abbandonare la mano su un controrilancio: se siete a corto, non abbiate paura di andare all-in!
Se a questo punto mi trovo nel pot, provo a fare tutto ciò che è in mio potere per vincerlo. Punterò e rilancerò per mettere alla prova i miei avversari. Si spera che non mi abbiano visto “uscire dai ranghi” per l’intero torneo, quindi devono dare per certo che io abbia una buona mano. Inoltre, poiché sono molto aggressive molti giocatori rinunceranno ad affrontarmi per il pot, quindi posso mettere a segno la maggior parte dei miei rilanci più facilmente.
Fase di avvicinamento alla bolla (prize money)
Questa è una fase cruciale del torneo, quella che ritengo sia maggiormente redditizia se si gioca in maniera estremamente aggressiva, a patto di non avere un short stack. Ho visto giocatori di classe mondiale, che hanno vinto milioni di dollari, giocare con cautela e gettare un’occhiata al payout sheet in questa fase, cosa piuttosto fuori dall’ordinario. Se si desidera realizzare profitti a lungo termine negli MTT bisogna aggiudicarsi regolarmente i pochi posti migliori e non è possibile farlo limitandosi a raccogliere gli ante e a vincere i soldi per un pelo; poiché molti altri giocatori sono ansiosi di “fare soldi”, spesso questi smettono di giocare mani che normalmente giocherebbero, cosa che consente di rubare blind e di far scappare i giocatori dal pot.
In questa fase io mi dico “avanti, spingi, spingi, attacca!”, mi obbligo a cambiare marcia. Inizio a rilanciare con qualsiasi doppia da mid-position e a controrilanciare contro piccoli stack che hanno fatto la loro mossa in late position e dai quali non mi aspetto che abbiano una mano eccellente. Naturalmente bisogna prestare attenzione al giocatore tight che va all-in in questa fase, in quanto quasi certamente avrà una mano molto forte. Altri buoni giocatori al tavolo capiranno presto cosa state cercando di fare, quindi di tanto in tanto occorre procedere con cautela. Siccome però avrete accumulato una gran quantità di chip con le vostre rubate, vi potrete permettere di andare a pay off uno short-stack che vi attaccherà e dovrete vedere anche con una mano inferiore perché siete impegnati nel pot.
Se a questo punto siete short stacked, dovrete essere molto selettivi nei vostri rilanci. A meno di non avere una mano ottima, io solitamente rilancio in late position per rubare i blind e darmi l’opportunità di tornare in gioco se riesco ad ottenere una mano consistente e a raddoppiare. Si può anche tentare la fortuna con mani tipo A7+, KQ, KJ, doppie da 66+ e controrilanciare all-in in late position se si sospetta che un avversario dotato di un migliore stack di chip stia rilanciando con una coppia qualsiasi come discusso in precedenza.
Una volta che avete raggiunto i requisiti di ingresso del montepremi potete tornare a giocare normalmente. Vale la pena andarci piano per un paio di giri, dato che gli short-stack tendono a puntare ora che sono ricchi, quindi è meglio giocarsi pot con carte solide in mano.
Tavolo finale
Felicità! La fiducia in se stessi a questo punto è alle stelle ed è garantito un buon tornaconto, ma è fondamentale rimanere concentrati. Talvolta on-line potreste aver giocato per 3-4 ore o più per arrivare fin qui ed è comprensibile essere stanchi, ma è proprio ora che bisogna giocare bene e raggiungere costantemente gli ultimi 3 posti per essere un vero vincitore.
Ad un tavolo finale da 9-10, se ho a disposizione uno stack piuttosto short o medio tendo a iniziare tight/aggressive. Cerco di giocare poker di posizione (rilanciando in late position fino a quando non ho un’ottima mano). Non mi piace entrare nel piatto senza rilanciare a questo punto e, se rilancio, devo avere una buona idea in merito a cosa potrebbe avere il mio avversario ed una strategia chiara su come giocare il flop. Se tutto va bene, presto alcuni giocatori verranno eliminati e a quel punto potrò cambiare marcia e avanzare costantemente fino ad una posizione interessante.
Se ho a disposizione uno stack consistente, mi piace giocare in maniera più aggressiva, soprattutto se al tavolo ci sono giocatori tight. Mi piace essere il “Capitano” del tavolo e fare in modo che la gente tema che io possa vedere o rilanciare contro di loro in modo da porre fine alla loro partecipazione al torneo. Quando ho uno stack consistente mi piace difendere vigorosamente i miei blind. Agendo così fin dalle prime fasi del tavolo finale, molti avversari rinunceranno a cercare di rubare da voi. In qualità di big stack paga attaccare gli stack da short a medium piuttosto che gli altri con stack consistenti come voi. Non buttatevi in una guerra di rilanci con altri chip leader a meno di non avere una mano imbattibile!
Se a questo punto mi trovo con uno short stack, cercherò di rubare i blind con qualsiasi coppia in late position, in modo da concedermi tempo a sufficienza da poter tornare competitivo se riesco a trovare una mano con cui raddoppiare.
Una volta che la finale si riduce a 5-7 giocatori, abbasso gradualmente i miei requisiti di apertura. Se ho un’immagine piuttosto tight o sono stato tranquillo per un po’ (“card-dead”), talvolta metto in atto una delle mosse più forti a poker, la “re-steal raise” (controrilancio bluff, come discusso nelle fasi intermedie). Se sospetto che un avversario stia rilanciando con una mano marginale / debole posso fare un controrilancio con qualsiasi coppia. La maggior parte dei giocatori vedono la tua mossa solo se hanno AA/KK/QQ/JJ/AK, quindi può essere molto redditizio anche se leggermente pericoloso.
Una volta ristretto il tavolo a 4 giocatori, cerco di essere il giocatore più aggressivo / attivo del tavolo. Qualsiasi asso o doppia, qualsiasi coppia alta e i connectors dovrebbero essere portati al rilancio. Tendono a esserci moltissimi confronti da “coin flip” tra 2 set di carte alte o 2 carte alte contro una coppia. In questa fase solitamente occorre molta fortuna, ma se siete il giocatore più aggressivo raccoglierete molti pot quando nessuno ha granché in mano e queste chip possono aiutarvi a sopravvivere se perdete un grosso confronto.
Quando si giunge alla fase di heads-up (a due giocatori), l’aggressione è nuovamente la chiave. Se solitamente giocate solo tornei multi tavolo, vi consiglio caldamente di fare esperienza con il gioco short-handed partecipando ad alcuni tornei a tavolo singolo o a partite heads-up. Il migliore consiglio che possa darvi è quello di essere il più possibile quello che aggredisce. Mischiate il vostro gioco e rilanciate con tutti i tipi di mani, soprattutto quando avete il vantaggio del bottone. Provate anche a farvi un’idea di come stia giocando il vostro avversario: è particolarmente importante cercare di scoprire se / come / quando tende a bluffare sul flop/turn e come punta / agisce quando è nel flop. Qualsiasi coppia di carte spaiate forma una doppia nel flop solo una volta su 3. Ciò significa che quando avete una doppia, il più delle volte sarete ben messi e con una top pair dovrete essere pronti a impegnare tutte le vostre chip. Penso che sia essenziale cercare di effettuare trap (flat call) quando avrete AA/KK/QQ in questa situazione. Inoltre, non lasciate che il vostro avversario bluffi troppo sul flop, di tanto in tanto rilanciategli con niente in mano se lo fa.
Spero che abbiate colto alcune indicazioni utili per la vostra strategia di gioco nei tornei multi tavolo. Vi sono numerose mosse complicate / tattiche di cui non ho parlato, ma ritengo che il migliore consiglio, in generale, sia quello di rimanere concentrati, osservare come giocano gli avversari, essere selettivi, giocare in base alla posizione, giocare molto aggressivamente (rilanciate/ puntate) e cambiare marcia nei punti chiave.

